Scatti realizzati con una "Olympus OM 20" su pellicola "Kodak T-Max 400".
Quando ho guardato questi scatti dopo lo sviluppo era passato un po' di tempo dal momento in cui avevo scelto quelle soglie attraverso l'obiettivo.
Così mi sono trovato davanti a delle mani:
mani aperte, mani a indicare, mani impegnate a raccogliere o sorreggere. Mani scomparse, scivolate giù, lungo il corpo, disilluse.
Gli uomini che hanno realizzato queste sculture e questi monumenti, pensando all'idea di un "post-vita", hanno (volutamente o inconsciamente?) disegnato delle figure che di quelle mani risultano essere, in definitiva, nient'altro che il contorno.
Una convergenza involontaria.
Un messaggio universalmente condiviso.
Mani. Ispirate dalla morte.
Animate dall'idea stessa di morte.
Vive, alla ricerca, in costante agitazione.
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